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DIRITTO ALLO STUDIO: LINK Bari incontra l'assessore Viesti
Una delegazione del sindacato universitario LINK bari ha incontrato questa mattina l'assessore regionale al Diritto allo Studio, prof. Gianfranco Viesti, per discutere della situazione del diritto allo studio pugliese e dei possibili prossimi interventi.

In un contesto difficile per l'intero sistema universitario, che subisce la mannaia dei tagli del Governo nazionale, e di forte crisi economica, occorre riaprire una importante discussione sul tema del diritto allo studio, attraverso la definizione di interventi strutturali e non più contingentali volti a "tappare le falle" di un sistema con forti criticità.

Apprezziamo i passi in avanti compiuti dall'attuale governo regionale, a partire dall'intervento di 11 mln. dello scorso settembre a favore delle Università Pugliesi, a compensazione dei tagli sui bilanci dei nostri Atenei. Ma tanto c'è ancora da fare, a partire dalla garanzia di un effettivo diritto allo studio, che sia in grado di assicurare la copertura totale delle borse di studio, maggiori ed efficienti servizi per gli studenti universitari ed il massimo rigore nel controllo delle dichiarazioni dei redditi.

Reputiamo molto positiva la discussione odierna e crediamo profondamente nella necessità di mettere al centro della prossima agenda politica regionale il tema del diritto allo studio, auspicando la massima condivisione delle proposte operative.
 
TRASPORTI AMTAB A RISCHIO? LINK chiede un incontro

 Di seguito la lettera inviata da LINK a UNIBA, AMTAB, ADISU e per conoscenza agli assessori competenti, in riferimento alla comunicazione dell'AMTAB della cessazione degli effetti giuridici della convenzione che garantisce il trasporto urbano per gli universitari a 6 euro. Così come scritto nella nota AMTAB, auspichiamo quanto prima un incontro che possa permettere alle parti di rinnovare tale convenzione e permettere agli studenti universitari di continuare a viaggiare a tariffa agevolata.

 

 

 

OGGETTO: disdetta convenzione servizio trasporto urbano studenti universitari
Oggi 18 gennaio 2010 siamo formalmente venuti a conoscenza della nota n.357 del 12/01/2010 dell’AMTAB (Azienda Mobilità e Trasporti Bari) di disdetta della convenzione trilaterale sul trasporto urbano per gli studenti universitari, a decorrere dal 31 marzo 2010. Tale convenzione, di fatto, permette agli studenti universitari di viaggiare sui mezzi urbani AMTAB a tariffa agevolata, al costo ridotto di 6 euro, grazie ad un intervento economico di Università e A.D.I.S.U. La nota desta forte preoccupazione fra gli studenti universitari, in un contesto politico di forti tagli alle Università, costrette quindi a ridurre i servizi agli studenti, ed in un contesto socio-economico difficile, nel quale si rende estremamente necessario intervenire sulle politiche di diritto allo studio.

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Lettera a Napolitano

In occasione della cerimonia d’inaugurazione dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”, come LINK Bari, oltre ad aver organizzato un’asta simbolica dell’Università pubblica, all’esterno del teatro, abbiamo anche presentato una lettera al Presidente della Repubblica, Napolitano circa la grave situazione economica dell’UniBa, i tagli ai servizi degli studenti e alla Ricerca.

Signor Presidente,

siamo studentesse e studenti dell’Università degli Studi di Bari, oggi finalmente intitolata ad Aldo Moro. Sono la rabbia e la preoccupazione che ci incoraggiano a scriverLe per esternare tutta la nostra insofferenza ed incredulità, tutto il nostro sgomento e timore verso un Paese, il nostro Paese, che ogni giorno di più sembra volerci scacciare dal Suo territorio nazionale.

Signor Presidente,
anni di mancati investimenti e tagli nel mondo della formazione stanno definitivamente mettendo in ginocchio le università italiane . Gli effetti per l’Ateneo di Bari, motore dello sviluppo del nostro territorio, saranno devastanti.


Riduzione dei servizi, aumento delle tasse, abbassamento della qualità della didattica e della ricerca si traducono in una sostanziale “abolizione” dell’università pubblica.

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ASTA FALLIMENTARE UNIVERSITà
 Oggi 15 gennaio si è tenuta l'inaugurazione dell'Università degli studi di Bari alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

Sono quasi vent'anni che l'Università, insieme a tutti i settori della conoscenza, non viene considerata, dai governi che in questi anni si sono alternati, come un bene collettivo sul quale investire per il futuro di tutti/e, ma come un peso, una spesa inutile da tagliare, da smembrare. 

Siamo arrivati al punto finale di un lungo processo di privatizzazione, e qui e ora abbiamo davanti chiaramente l'epilogo di una vicenda che condannerà noi e un'intera generazione alla precarietà e all'assenza di futuro. 
Da anni per ogni passo nella direzione nella distruzione del sapere pubblico un presidente della repubblica richiama inutilmente il governo di turno ad investire in ricerca e formazione. 


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LINK Bari - VII Congresso: nuovo coordinatore e nuovo esecutivo
 
Dopo la due giorni di dibattito congressuale, che ha visto l'avvicendamento di studenti, movimenti, associazioni, gruppi politici, istituzioni in un interessante confronto sul tema dell'Università, del diritto allo studio, del futuro di questo paese e di come noi, come sindacato universitario, possiamo cambiarlo, LINK Bari ha eletto il nuovo gruppo dirigente.
 
 
 
Al posto del coordinatore uscente Claudio Riccio, a cui va il nostro più grande ringraziamento per l'attività svolta, subentra Gianmatteo Vulcano, studente della Facoltà di Giurisprudenza, che sarà affiancato in esecutivo da:
 
 
- Claudio Siciliano - tesoriere
- Fabrizio Panzarini - resp. organizzazione
- Leonardo Madio - delega ai rapporti con l'Università, organi di governo e stampa
- Sveva Scaramuzzi - delega alla didattica
- Alessandro Spagnuolo - dipartimento organizzazione e delega alla comunicazione
- Antonio Zita - delega al diritto allo studio.

Ora ci aspetta un duro lavoro per continuare a far crescere sempre più il sindacato studentesco e renderlo strumento adeguato alle esigenze di cambiamento di questa società, in un contesto di duro attacco alla democrazia di questo paese. 

LINK Bari
 
LINK sulle parole del presidente della repubblica - 15.01.2009

 Esprimiamo profonda sorpresa e preoccupazione per il discorso del Presidente della Repubblica che ha avuto parole di apprezzamento per la riforma universitaria del Ministro Gelmini.

Si tratta di una riforma che mira a smantellare l'Università pubblica, abolendo ciò che ne fa un bene comune. Si tratta di una riforma che trasforma radicalmente il senso dell'Università sancito dalla Costituzione di cui il Presidente della Repubblica è garante. La Costituzione sancisce il Diritto allo studio, quello stesso diritto ad accedere ai saperi che i tagli, la dismissione dei servizi e il possibile aumento delle tasse stanno per negare.

Allo stesso tempo non possiamo non constatare come i Rettori Italiani abbiano assunto una posizione molto più morbida rispetto al passato. Negli anni trascorsi, nonostante la situazione fosse molto meno grave rispetto ad ora, i Rettori hanno anche minacciato le dimissioni in passato, oggi sembrano limitarsi a dichiarazioni preoccupate, nonostante buchi di oltre 60.000.000 €

Continueremo la mobilitazione a partire dal 20 gennaio quando si terrà la controinaugurazione promossa da LINK - udubari, Collettivo di lettere e filosofia e Medico.

In questa occasione avvieremo il precorso "altrariforma" per costruire una proposta alternativa di riforma dell'università

 
BILANCIO IN ROSSO? PAGANO GLI STUDENTI

 LINK UDUBari ha espresso la sua più netta contrarietà alla manovra di bilancio del nostro Ateneo, alla luce dei consistenti tagli ai principali capitoli di bilancio relativi alla comunità studentesca. Il tutto in un contesto di mancanza di condivisione dell'impianto di bilancio proposto e redatto da Uffici, senza alcun coinvolgimento propositivo dell'apposita commissione, chiamata il 21 dicembre ad una mera presa d'atto.

Cosa è il bilancio di previsione?

è il documento contabile che contiene le previsioni di Entrata e di Spesa relative all'anno di riferimento. Va approvato entro il 31 dicembre.

Cosa è stato approvato?

Dopo la mera presa d'atto della Commissione Bilancio, che non ha avuto la possibilità di proporre e operare, essendosi riunita solo in data 21 dicembre, il CDA ha approvato in linea di massima il bilancio con il disavanzo. Entro 90 giorni sarà predisposto un piano di rientro e successivamente ci sarà una variazione di bilancio. Si dice che saranno tutelati gli studenti, ma a nostro avviso si potranno eliminare i tagli solo se si introiteranno più di 52 mln di euro. Cosa molto improbabile.

Cosa è il disavanzo?

è l'ammontare della spesa pubblica non coperta dalle entrate. Ammonta a 52 mln di euro, nonostante più di 12 mln di euro di tagli a capitoli strettamente legati a studenti, ricerca e didattica

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Uniba approva il bilancio 2010, LINK no

buco di bilancioL'Università degli Studi di Bari ha appena approvato il suo bilancio di previsione 2010. I 52 milioni di disavanzo sono una cifra enorme, frutto di anni di disinvestimento nell'università e la ricerca, e in particolare dei tagli operati dal duo Gelmini - Tremonti con la complicità di una mansueta CRUI. Ma i tagli non bastano a giustificare questa situazione, dietro quei 52 milioni di disavanzo ci sono responsabilità ben radicate nella storia del nostro Ateneo, in passato troppo spesso usato come ufficio di collocamento, con anni in cui abbiamo assistito a picchi inverosimili nelle assunzioni.

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IO NON SONO UNO SPRECO - fotopetizione

 LINK – udubari lancia una protesta virtuale, pronta però a trasferirsi nella realtà se le nostre richieste non verranno ascoltate. Parte una “fotopetizione” on line per affermare la necessità di salvaguardare gli investimenti di bilancio in favore degli studenti, dei servizi, senza toccare le tasse degli studenti.

Scarica il cartello con cui scattare la tua fotografia (cartello a colori o in bianco e nero ) o scrivi il testo "io non sono uno spreco" su un foglio con un pennarello e invia la foto ce ti ritrae a  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  o taggando il contatto facebook Link udubari.

Scopri il perchè della fotopetizione

Su facebook: Album "iononsonounospreco"

Evento "fotopetizione: iononsonounospreco"

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[da linkredulo.it] Taglia e cuci per l'università

di Leonardo Madio

 Mentre l’Italia intera è ancora impegnata a discutere sul presunto clima di odio instauratosi e sui “mandanti” del gesto di uno psicolabile, il Parlamento approva la legge di bilancio dello Stato, indiscutibilmente una delle legge più importanti di ogni anno solare.

L’ultima Legge Finanziaria (dall’anno prossimo la manovra cambierà nome e diventerà, in base alla riforma approvata dal Parlamento il 17 dicembre, la legge di Stabilità) accontenta un po’ tutti senza soddisfare le esigenze di nessuna delle parti sociali colpite.

Tante sono le parole spese negli ultimi mesi, specie sull’utilizzo dei proventi derivanti dal discusso “Scudo fiscale”, visto come la panacea di tutti i mali del sistema economico italiano. “La Finanziaria – ha dichiarato alla stampa il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini – dimostra l’attenzione del governo nei confronti del mondo della scuola, dell’università e della ricerca, settori decisivi per lo sviluppo del Paese”.

A distanza di un anno dalla Finanziaria 2009, la contestatissima legge 133, le Università italiane cominciano a sentire il peso dei tagli e “dell’attenzione del governo nei confronti del mondo dell’università e delle ricerca”. 678.000.000 euro per il 2010, 316.000.000 per l’anno 2011 e circa 417.000.000 per l’anno 2012.

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Proposta di LINK: Abolizione del gettone di presenza

 LINK UDUBari esprime forte preoccupazione per la difficile situazione economico-finanziaria per l'Università degli Studi di Bari, anche alla luce dei recenti tagli governativi introdotti dalla legge 133 e del consolidamento di debiti pregressi.

Crediamo fortemente necessario risanare il bilancio, salvaguardando le funzioni sociali, didattiche e di ricerca dell'Università, centro propulsore dell'attività culturale e di sviluppo del nostro territorio.

Auspichiamo che nella proposta presentata al Consiglio di Amministrazione, tutti siano chiamati a fare uno sforzo per mantenere in vita i servizi essenziali per gli studenti universitari.

Abbiamo oggi presentato una proposta di abolizione del gettone di presenza per i senatori accademici e consiglieri di amministrazione, come già previsto dal nostro programma elettorale. In una fase di crisi ciascuno deve fare la propria parte, crediamo che per quanto irrisoria rispetto all'attuale situazione di bilancio non si possa non dare alla comunità universitaria un segnale di sobrietà. 

Crediamo, inoltre, che l'abolizione del gettone di presenza possa finalmente evitare che la presenza alle sedute sia strettamente legata all'erogazione del contributo suddetto, dimostrando all'intero corpo accademico quanti hanno effettivamente a cuore le sorti della nostra Università.

Chiediamo che il risparmio generato sia comunque destinato ai servizi agli studenti e in particolare al fondo della 390 dal quale vengono finanziati buona parte dei servizi e delle attività a beneficio degli studenti.

Da tempo denunciavamo quale sarebbe stato l'effetto dei tagli previsti in finanziaria e in particolare dalla legge 133/08, riteniamo una magra consolazione il poter dire "avevamo ragione". Rilanceremo la mobilitazione per fermare la distruzione dell'università pubblica.

 
[da linkredulo.it] Dove va la CRUI?

 di Leonardo Madio - www.linkredulo.it

Dove va la CRUI? Questa è la domanda che ci si pone a leggere le mozioni approvate nel corso delle ultime assemblee della voce nazionale dei rettori delle Università italiane. A distanza di un anno dalla famigerata legge 133, nulla è cambiato: i tagli sono rimasti e le condizioni economico-finanziarie delle Università sono peggiorate. 1.5 miliardi di euro in 5 anni, di cui ben 678.000.000 euro per il 2010.

Mentre gli studenti fanno la voce grossa, ritornano nelle piazze, prendono manganellate dalle forze dell’ordine e vengono ingenerosamente bollati come “strumentalizzati dai centri sociali” da una ministra Gelmini che ipotizza una università che non produce massa critica, i Rettori italiani riuniti il 26 novembre chiedono “un intervento riparatore individuato in non meno di 500 milioni di euro. C’è da chiedersi perchè si chieda solamente una parte del taglio previsto e non l’abolizione totale delle riduzioni al Fondo di Finanziamento Ordinario per il prossimo triennio, che si ricorda essere pari a 678 mln per il 2010, 316 mln. per il 2011 e 417 mln di euro per il 2011.

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Un'altra Università è possibile: costruiamola dal basso

Il ddl Gelmini «presentato mediaticamente come disegno 'innovativo' di riforma dell’Università [,] rappresenta palesemente un progetto di riproposizione e cristallizzazione di tutti gli elementi negativi del sistema universitario, denunciati più volte dal movimento dell’Onda».

Così studenti e ricercatori, riuniti in assemblea nazionale a Roma lo scorso 20 novembre, hanno smascherato pubblicamente l'inganno della Gelmini, che dietro la retorica dell'innovazione nasconde la perversa alleanza tra gli interessi corporativi dei vecchi baroni e quelli dei nuovi padroni, all'insegna della restaurazione di antichi poteri e della riscossione di modernissimi profitti.

 


Il ddl Gelmini rischia di essere l'ultimo capitolo della lunga serie di attacchi che l'università pubblica italiana ha subito negli ultimi anni.
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riforma dell'università: privatizzazione, atto finale

gelminiDa un incontro tra il Ministro Gelmini e il Ministro Tremonti sta per essere concepita la riforma dell'università. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08 che ha tagliato 1.500.000.000 al sistema universitario e rendeva possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private. 

In un contesto nel quale le università sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico a causa dei tagli del Governo, il Governo sta per promulgare in Consiglio dei Ministri il Disegno di Legge di riforma dell'università. Dopo l'approvazione in Consiglio dei Ministri tale provvedimento dovrà passare dal Parlamento. Dall'approvazione del disegno di legge il Governo avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge.

scarica la scheda tecnica che analizza la legge articolo per articolo

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Statuto dei diritti: inizia l'iter
dirittiNel Senato Accademico del 28 ottobre è iniziato l'iter di discussione dello statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti. Si tratta di una proposta che avevamo presentato nel nostro programma elettorale lo scorso anno e che ci impegnamo a mantenere. Crediamo sia necessario un regolamento che tuteli gli studenti a lezione come in sede d'esame, che regolamenti i diritti di partecipazione, la conoscibilità degli atti e delle informazioni relative ai piani di studio, un regolamento che tuteli gli studenti lavoratori.
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Nella Jungla degli affitti - piccolo manuale di sopravvivenza
affitti

Uno dei problemi maggiori per gli studenti fuori sede è l'affitto. Qui trovi le risposte ad alcune domande. Per ogni necessità, dal semplice chiarimento alla vertenza legale contro il tuo padrone di casa, vieni a trovarci nelle nostre aulette e ritira la tua copia della guida agli affitti o scrivici subito.

ma soprattutto scarica la nuova guida agli affitti realizzata dall'udu e dalla mutua studentesca! All'interno trovi tutte le informazioni necessarie per stipulare un buon contratto.

puoi anche leggere il contratto tipo previsto dalla legge e le tabelle di microzona

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Guida al Diritto allo Studio
«I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso».
(Art.34 della Costituzione della Repubblica Italiana)
 
Il Diritto allo Studio molto spesso non è garantito, qui trovate tutte le informazioni per cavarvela nei meandri dei tanti uffici nei quali è necessario muoversi per ottener, o almeno per provare ad ottenere quel diritto troppo spesso negato a una borsa di studio.
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